Seven in Condotta

Cosa cerca per prima cosa su Facebook la maggior parte delle persone?

Vabbé, per i maschi quella è sempre la prima cosa, ma al secondo posto ci sono i compagni di scuola delle elementari, delle medie, delle superiori, alla ricerca di “quel tempo della vita perduta” che coincide con gli anni più o meno ridenti della scuola.

Si scopre così che il compagno secchione è un modesto impiegato ancora a carico dell’anziana madre, che quello più timido ha sposato una famosa pornostar, che l’asino in matematica lavora a Ginevra all’acceleratore di particelle, che il pluriripetente testa di legno ha fatto carriera politica ed è sottosegretario all’istruzione. Perchè qui in Italia la scuola è una cosa, ma fortunatamente la vita è altro. Mica il Giappone dove un quattro in geometria in terza elementare va diritto sulla fedina penale.

Messe in soffitta le famose tre “i” berlusconiane (Inglese, Informatica e Imbottigliamento), la scuola di oggi è sempre più ostaggio di una società di genitori immaturi e di figli tiranni.
La ferrea collaborazione scuola-casa di una volta, dove un brutto voto faceva saltare la cena e una nota si traduceva in venti affettuose cinghiate paterne, non c’è più e la famiglia media italiana, divisa, allargata, confusa e irresponsabile si ricompone in uno straordinario
momento di unità solo saltando addosso al povero maestro, (adesso pure unico, cioè solo), che ha azzardato mettere in dubbio la buona educazione e l’intelligenza del figliolo.
Poi ad aggravare le cose ci si è messo anche Internet e allora si vedono filmati di studenti che incendiano banchi, divelgono rubinetti, vessano i più deboli. E tutti che gridano allo scandalo, che invocano il 5 in condotta, che si chiedono quale sarà la scuola del futuro,
quella senza libri di testo e senza insegnanti ? Si imparerà la Divina Commedia grazie a un microchip impiantato nel cervello? A queste domande la politica non sa rispondere, la psicologia tentenna, la sociologia indugia e l’unica risposta seria la possono dare solo i buffoni.

Allora sistemate i quaderni, preparate cartelle e zaini e via di corsa a teatro a rispondere all’appello dei Seven Gnoms.

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